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Carnevale

Il CARNEVALE (APOKRIES in greco), porta in tutto il Paese un’ondata di allegria e di buon umore con i suoi carri allegorici e le maschere festose. Infatti, in quasi tutte le città, grandi e piccole, sfila per le strade il corteo dell’allegra “Dea del Carnevale”, accompagnato da cantori improvvisati e scenette satiriche. Oltre alle sue origini storiche e religiose l’elemento predominante del carnevale greco è proprio la tendenza dell’uomo all’intemperanza. Storicamente parlando, le odierne usanze carnevalesche si ricollegano alle feste romane della fertilità dette “Lupercali”, risentendo anche dell’influenza dei riti e delle orge delle feste in onore di Dioniso e di Crono. Le mascherate, i festeggiamenti che vanno avanti per tutta la notte, i balli nelle strade e il gran mangiare e bere sono tutti retaggi di quelle epoche lontane. Nel periodo bizantino, invece, si festeggiavano gli ultimi giorni in cui era consentito mangiare carne prima del grande digiuno; pertanto, il carnevale veniva festeggiato la Domenica prima del lunedi in cui aveva inizio il grande digiuno con l’astinenza dalla carne, dal latte, dalle uova e dal formaggio. Il periodo dei festeggiamenti carnevaleschi varia da località a località: in Tessaglia, Tracia e Macedonia si festeggia tra Natale ed il 6 Gennaio; a Volos si svolge in Maggio e si chiama “Maiouma”. Ad Atene si osserva nel periodo tradizionale con grande magnificenza: il quartiere dove si moltiplicano le attività è naturalmente Plaka con cortei, balli in maschera e scherzi nei vicoli ai piedi dell’Acropoli illuminata a festa. 

ATENE: Oltre al quartiere PLAKA, varie manifestazioni organizzate dal Comune si svolgono nella Piazza Filomousou Eterias con la partecipazione di gruppi folkloristici, nella Via commerciale Ermou la famosa Orchestra Filarmonica di Atene e gruppi folkloristici, nel Centro Culturale MELINA MERKOURI (Via Iraklidon 66 Tel.3452150) la preparazione dell’aquilone, al TEATRO COMUNALE (Via Timokreondos 6 tel.9344131) concerti dell’Orchestra Sinfonica Comunale con cantate e melodie dell’Atene Antica, nella Piazza Sintagma il Teatro delle Marionette con il famoso burattino KARAGHIOZIS e concerti dell’Orchestra Filarmonica ed infine sulla Collina di Philopappou danze e musiche tradizionali. 

MOSCHATO-ATENE: qui ormai il carnevale è diventato una delle manifestazioni più importanti dell’Attica con la partecipazione delle scuole, concerti, sfilate di moda, danze folkloristiche, giochi di gruppo, rappresentazioni teatrali e quindi la grande sfilata carnevalesca nella Makrigianni avenue. Alla sfilata di carnevale partecipano carri, balletti, maschere, majorettes provenienti anche dal Brasile e delle comunità straniere presenti in Grecia, orchestre filarmoniche, ecc. (Tel.Comune 010/9616154, 9411488) 

ILIOUPOLI-ATENE: Festeggiamenti nella Piazza Centrale, cibi offerti a tutti e danze tradizionali. 

ARGYROUPOLI-ATENE: il Sabato “Caccia al Tesoro” dalla Piazza Varnali, Domenica la sfilata di carnevale lungo il Viale Mar.Geroulanou con balli sudamericani e piccoli clowns. 

TAVROS-ATENE: il Sabato nella Piazza Panaghitsas party carnevalesco con programma dal vivo, Domenica sfilata dei carri da Santa Sofia sino alla Piazza Ag.Georgiou con vino e cibi a volontà offerti a tutti. Il Lunedì, i tipici filoni di pane “lagana” e “fasolada” (pasta e fagioli) nel Parco Enoplon Dinameon offerti dal Comune. 

PATRASSO: ogni anno i festeggiamenti sono particolarmente brillanti e ritenuti tra i più spettacolari. Tutto inizia con l’apparizione della “Regina del Carnevale”, la partenza da Atene del trenino carnevalesco, che trasporta il messaggio passando di stazione in stazione, il giuramento del “Carnevalista” e la presentazione dell’allestimento della città. Alle sfilate più importanti degli ultimi due giorni, il Sabato in notturna e la Domenica a mezzogiorno, assistono circa 300.000 persone. Il famoso corteo di donne detto “Bourboulia” è la più antica (1872) tra le manifestazioni carnevalesche. Le donne si travestono a tal punto da diventare irriconoscibili anche per i loro uomini che invece indossano abiti normali. Questo corteo rappresentava anticamente un’occasione per le donne di uscire dall’ambiente domestico senza essere scoperte. Spettacolari sono la “Veduta”, “Caccia al Tesoro Nascosto”, la leggendaria “battaglia della cioccolata”, il “baby rally” ed ancora mostre fotografiche, vignette, maschere, corsi di maquillage, rappresentazioni teatrali nelle piazze, giochi e attrazioni per bambini, marionette, concerti di gruppi folkloristici per chiudere l’ultimo giorno con il saluto di Re Carnevale rivolto ai suoi sudditi rinnovando l’invito per l’anno prossimo. Quindi, all’annuncio dei risultati della Caccia al Tesoro seguono gli spettacolari fuochi d’artificio del porto, ove le navi attraccate suonano contemporaneamente le proprie sirene creando un’atmosfera fiabesca. (TEL.0610/226063, FAX 0610/225948) 

AMAROUSSION - ATENE: nella periferia nord di Atene, nel corso degli ultimi anni le manifestazioni carnevalesche hanno assunto un carattere molto tradizionale e spettacolare. Al party di inaugurazione, che si svolge nella piazza della stazione della metropolitana, partecipano Orchestre Filarmoniche, Pop e Rock. Ai giochi partecipano i bambini e le scolaresche del Comune con concorsi per maschere, improvvisazioni teatrali e balli. L’iniziativa più lodevole è l’organizzazione di un ballo carnevalesco in onore delle persone disabili e delle persone più anziane. La Caccia al Tesoro Nascosto è un punto cruciale della manifestazione: vi possono partecipare grandi e piccoli, anche via radio. Per i bambini la grande attrazione è il “Baby Rally”. Infine, l’ultimo Sabato si svolge la grande sfilata serale con la partecipazione di maschere e majorettes, scolaresche, ecc. 

NAOUSSA (Macedonia Occidentale): molto caratteristica l’usanza della BOULA e GENITSAROS con la sfilata di costumi satirici e tradizionali. I festeggiamenti popolari durano due giorni in coincidenza con alcune fiere e mostre di vario genere. La tradizionale “danza della boula” si rifà ai tempi della dominazione turca, quando i combattenti travestiti da donne ballavano in piazza ed i nobili magnati elargivano loro di nascosto delle somme in danaro per aiutarli nella battaglia contro l’invasore. Il 1705 gli abitanti di Naoussa ricordarono i caduti della guerra contro i Turchi travestendosi con gli abiti tipici, maschere di cera e corazze formate da migliaia di monete di argento. Vengono offerti vino, mele e prodotti locali. Tutti i giorni dalle 11.00 del mattino sino a tarda serata (TEL.03320/22208) 

KOZANI (Macedonia): a Fanoùs la “Dea del carnevale” sfila su un carro accompagnata da poeti di prosa improvvisati. La sera gli uomini, le donne ed i bambini si travestono e saltano sui fuochi accesi cantando e recitando versi satirici. 

FLORINA: presso il villaggio di Xinoù Neroù si celebrano i caratteristici tre giorni del carnevale. 

SOCHOU´ (Macedonia Centrale): villaggio molto caratteristico che conserva le proprie usanze e costumi. Tutti i festeggiamenti si celebrano nella piazza centrale di Agios Georgios. Sfilano bambini mascherati e adulti (ARAPKES e KOUDOUNOFORI) accompagnati dai tipici strumenti musicali. Vino in abbondanza offerto a tutti e degustazione di cibi locali (famose le pizze). Si celebra anche la rappresentazione del matrimonio secondo i riti del paese. Parallelamente è possibile visitare mostre fotografiche e di pittura. (TEL.03950/22206). 

LIXOURI (Cefalonia): oltre alle varie feste, la più famosa è quella del “Povero”, il cosiddetto funerale del carnevale che si svolge in un’atmosfera spensierata e gioiosa. 

NAXOS (Cicladi): patria di Dioniso. Già dal primo Sabato di carnevale iniziano i festeggiamenti con la macellazione dei maiali. A mezzogiorno dell’ultima Domenica ad Apirathos si presentano i cosiddetti “cudunati” (da “kuduni”: campanello in greco), che indossando un mantello ed un cappuccio, girano per le vie del paese, fanno rumore con i loro campanelli, pronunciano frasi molto pesanti e tengono in mano la “somba”, un legno rappresentativo del fallo dionisiaco. Insieme a loro il “Vecchio”, la “Vecchia” e l’”Orso”. Il Lunedi delle Ceneri nelle comunità di Potamià, Kalòxido e Livàdia gli abitanti si vestono da “cordellati” o “levendes” (“fusti”) in quanto sul cappellino (“fesi”) e sulle spalle portano delle cordelle. I cordellati portano la tipica gonnellina, mentre il secondo nome (“levendes”) si riferisce a coloro che impersonificano i pirati. I ladri “sparatori” afferrano le ragazze per coinvolgerle di forza nelle danze e nei festeggiamenti che durano sino all’alba. (TEL.02850/22717) 

NEAPOLI - SALONICCO: le manifestazioni iniziano il giorno di Giovedi Grasso e tutti i giorni (qui non sfila il carro di carnevale) si svolgono varie rappresentazioni teatrali, concerti, feste per bambini, giochi e danze popolari. (Tel.0310/62077, 613036) 

KARPATHOS (Dodecanneso): Il Lunedi delle Ceneri entra in funzione il Tribunale Popolare degli Atti Immorali. Alcuni compiono atti immorali verso altri e di conseguenza vengono arrestati dai Zafiedes (carabinieri) per essere condotti innanzi al Tribunale, formato dalle persone rispettate dell’isola. Alla fine del divertimento e degli scherzi seguono danze sfrenate. (TEL.02450/22556-22427) 

LEROS-SYMI (Dodecanneso): festeggiano le “kamouzelles”, poeti e maschere improvvisati, bambini vestiti da monaci recitanti versi scherzosi che entrano di casa in casa. (TEL.02470/22255-23255) 

DIDYMOTEICHO (Tracia): l’usanza di “Beis” (uomo maturo con baffi, pelliccia, truccato con rossetto, molti ornamenti, il tipico “fesi” nero, stivali, bastone, pistole e narghilè) rivive con elementi dionisiaci ed un carattere satirico. Così viene messa in satira l’occupazione turca e l’indigenza di quell’epoca. Avanti a tutti il banditore, segue la scorta (guardie) di Beis, il Beis, i cortigiani ed i contadini che revocano lavori agricoli dell’epoca. Gli abiti di tutti le figure risalgono a quelli di varie epoche ma sono anche improvvisati. Dopo il giro del Beis, vengono rappresentati alcuni lavori tipici del luogo (aratura, mietitura) effettuati dai contadini. Infine, la gara degli asinelli e la lotta romana che a Mesochòri, non appena terminata, riunisce tutte le persone del Beis nelle taverne al ritmo degli organi musicali tradizionali. (TEL.05530/22236-22005) 

XANTHI (Tracia): la tradizionale usanza della “bruciatura dello Zar”. Lo “Zar” o gli “Zar”, secondo gli abitanti della Tracia Orientale erano un’effigie umana collocata su un cumulo di lecci. L’ultima Domenica di carnevale veniva bruciata al centro di un campo, di una piazza o di una collina per sconfiggere le pulci prima dell’arrivo dell’estate. Questa usanza è dovuta ai profughi di Samakov della Tracia Orientale e viene rivissuta ogni anno dagli abitanti dell’omonimo villaggio, nelle vicinanze del ponte del fiume Kosinthos a Xanthi. Il nome “Zar” proviene dall’eco particolare che provocava la bruciatura del cespuglio, “zz, zz, zz ....”. I fuochi d’artificio ed uno spettacolo concludono i festeggiamenti. (D.E.A.X. TEL.05410/73640-22632) 

GREVENA (Macedonia): Rinomate le “Lagotsaria”, ove gruppi di persone travestite accendono fuochi e danzano. (TEL.04620/22402) 

DRAMA (Macedonia): a Kali Vryssi i “Babougeri” tengono in mano sacchi pieni di cenere e quando l’umore è alle stelle li lanciano verso i passanti. (TEL.05210/23312) 

KALAMATA (Peloponneso): l’Associazione degli Autisti Greci S.E.O. con il sostegno del Comune organizza il “gaitanaki” (danza tipica) nella Piazza Centrale alle ore 11.00 della domenica di carnevale. Viene quindi rappresentato il matrimonio di paese (Vlachikos gamos). L’Associazione Culturale locale organizza il corteo matrimoniale mascherato con partenza dalla propria sede e incontro nella Piazza Anatolikou Kentrou che darà l’inizio a balli e danze tipiche. Sfilano anche le scuole elementari e medie. (Tel.07210/23355, 27317) 

KASTORIA (Macedonia): Famose sono le “Ragoutsaria” che rivivono le antiche liturgie dionisiache. Piccoli e grandi in gruppo (detto “Bouloukia”) accompagnati da strumenti musicali popolari e tradizionali si aggirano per le strade con i più variegati travestimenti. Il carnevale giunge al suo apice il Martedi (detta “Pateritsa”), giorno in cui sfilano tutti i gruppi (Bouloukia) ballando, satirizzando su persone e fatti con una straordinaria capacità di improvvisazione. L’ultima Domenica gli abitanti accendono i cosiddetti fuochi “Boubounes”. Il primo fuoco viene acceso nella piazza centrale per poi essere accesi in tutti i quartieri e vicinati. Quest’usanza è dell’epoca precristiana ed ha le sue radici nel culto del fuoco. Intorno ai “boubounes” si stringono gli abitanti ai quali viene offerto vino, rakì (tipica bevanda), chalvàs, olive e salsiccia arrosto. I festeggiamenti durano sino allo spegnimento del fuoco. Un’altra usanza è quella del “Chàskaris” dove un uovo viene legato all’estremità di un matterello e viene fatto girare di bocca in bocca a grande velocità; colui che riuscirà ad afferrarlo definitivamente sarà il vincitore. (TEL.04670/22312) 

SERRES (Macedonia): in località Aghìa Elèni, il Lunedi di Tyrinìs (dopo l’ultima Domenica di Carnevale) si celebra il “Kalògeros”, rappresentato da oriundi della Romania Orientale. Al centro la figura del “kalògero” (monaco), la famiglia reale, l’aratore bifolco e la ragazza, affiancati da altri personaggi meno importanti. Il “kalogero” è cosparso di fuliggine, indossa sulla cintola un pezzo di pellame ove sono appesi alcuni campanelli. Al posto del cappello porta una zucca con alcuni peperoni rossi appesi allo stelo. Il principe indossa sulle spalle un fazzoletto chiamato “amanèti”. A Serres, il re indossa una divisa tipica della Tracia e l’amaneti, mentre nel paese di Melìki la sua uniforme è di colore azzurro decorato da croci rosse. La ragazza è invece un uomo travestito da donna che tiene un bimbo tra le braccia. L’unica figura femminile è quella della regina. Durante la giornata, si comincia dai vestiti del re con la liturgia del fango, durante la quale viene disegnata una croce sui visi degli abitanti. Quindi, segue la visita dei protagonisti nelle case, la venerazione delle icone dei “nonni” della Romania Orientale, la bagnatura, l’aratura e la morte del calogero che resusciterà subito dopo. (TEL.03210/22260) 

POLIGYROS (Calcidica): Da alcuni decenni il Carnevale si festeggia in modo molto caratteristico e popolare ove vengono offerti a volontà vino, salsicce, il tipico halvas della macedonia, pizzette paesane, ecc. (Comune Tel.03710/22619) 

AFYTOU (Calcidica): tre giorni spensierati trasportati dalla musica e danze popolari, vengono offerte bevande e prodotti tipici. (Tel.03710/22619 Comune di Poligyros) 

IOANNINA (Epiro): L’ultima Domenica di Carnevale, si festeggiano i “zamàles”, cioè grandi fuochi; tutti i travestiti ballano intorno a questi disponendosi in due-tre file. Le celebrazioni del carnevale toccano l’apice nella piazza centrale di Ioannina ove viene piantato il celebre “gaitanaki” (danza carnevalesca). (TEL.06510/79921) 

PREVEZA (Epiro): si festeggia il Carnevale delle Donne, usanza molto antica che richiede la partecipazione di sole donne. Giovedi Grasso la sfilata delle donne e dei carri. “KOULOUMA”: il Lunedì delle Ceneri, degustazione di prodotti tipici presso il villaggio di Aghios Georgios. 

ARTA (Epiro): qui si festeggia il Carnevale che richiede la partecipazione di sole donne. L’ultimo Mercoledi nella via Skoufa sfilano donne mascherate per concludere l’itinerario e dare vita a folli festeggiamenti in uno dei locali notturni della città (Tel.06810/52218) 

TYRNAVOS (Tessaglia): Onore a Dioniso. Fedeli alla tradizione gli abitanti della città, il Martedi che precede l’ultima Domenica di carnevale, iniziano le manifestazioni che terminano il Lunedi delle Ceneri (Katharà Deftèra) con il “bouranì” (zuppa di verdure senza olio); lo scenario per la preparazione del pasto è spettacolare per via della satira fallica e apprezzamenti audaci dei “bouranides” (preparatori della zuppa). (TEL.04920/22269) 

ELASSONA: Lunedi delle Ceneri: guerra della cenere. Mangiano a volontà solo coloro che sono stati avvolti dalle ceneri, cosiddetti “fumismeni”. 

SKOPELOS (Isole Sporadi): gli isolani indossando pelli di animali e campanelli, ballano e cantano improvvisando versi scherzosi. (TEL.04240/22205) 

SKYROS (Isole Sporadi): con l’inizio del Triodio e per ogni fine settimana durante il periodo di Carnevale, la tradizione vuole che il “vecchio” (“geros”) e la “giovine” (“korèla”) escano per le strade ed offrano un’immagine diversa di questi giorni. Il vecchio indossa una larga cappa nera, brache bianche di stoffa e alla cintola 2-3 file di campanelli, il peso dei quali può raggiungere anche i 50 chili. Il viso è coperto dalla pelle di un capretto e camminando a ritmo danzante i campanelli suonano melodicamente. La “korela” o “dama” del vecchio indossa indumenti tipici dell’isola con colore prevalente il bianco in contrasto con il nero del vecchio e si muove anche lei a viso coperto. Danza intorno al vecchio che cammina provando ad aprirgli la strada quando si ferma stanco. I “vecchi” più in gamba lasciano la strada commerciale ove si raduna tutta la gente per salire al Castello dell’isola; lì suoneranno le campane del monastero di San Giorgio. Quando il vecchio, stanco ed ansimante, si fermerà la “korela” gli canterà canzoni di Skyros lodandone i valori ed i pregi. A volte i due vengono accompagnati dal “frangos”, maschera vestita con indumenti tipici ma con i pantaloni, per ironizzare verso tutti quegli abitanti dell’isola che hanno tolto le brache per indossare i pantaloni (detti “franghika”). I più anziani narrano che il vecchio e la giovine arrivano ogni anno per ricordare agli abitanti il castigo di Dio che distrusse tutti gli animali dell’isola. Infatti, per questo motivo il pastore ha legato alla cintola i campanelli degli animali ed arriva in paese per avvisare gli altri pastori.  Un’altra manifestazione è quella della “trata”, rappresentazione della vita di mare, dei pescatori che fanno la satira di fatti ed eventi accaduti nella vita sociale di tutta la Grecia. Grazie a questi versi satirici, ma anche per mezzo del travestimento, riescono rallegrare gli spettatori. Il Lunedi delle Ceneri quasi tutti gli isolani, indossati gli abiti tradizionali, scendono in piazza per danzare e cantare le tipiche canzoni di Skyros. (TEL.02220/91206) 

AMFISSA (Grecia Centrale): le leggende dei “sticheià” (“folletti”) sono alquanto diffuse. Si tramanda che i folletti sono le anime di persone o animali morti che si aggirano nella zona. Secondo la tradizione il folletto più tramandato è quello di “Chàrmena” (quartiere di Amfissa), che amava e proteggeva i Conciatori, i quali per lavoro erano costretti a restare a Vryssi giorno e notte. Molti hanno giurato di aver visto il folletto aggirarsi durante la notte in tutto il quartiere, arrivare alla fonte d’acqua e poi scomparire. Inoltre i più anziani narrano che il folletto di Chàrmena usciva ogni sabato sera, scendeva dal “Torrente Kolokythous” e si aggirava per le strade ruggendo e trascinando catene. L’ultimo fine settimana del Carnevale la Leggenda del “Folletto” rivive scendendo dal quartiere di Charmena, ove si trovano le vecchie Concerie, sino alle scale di San Nicola seguito da centinaia di maschere. Nel grande e storico caffè della città si tengono per l’occasione discorsi ironici su queste Leggende e sui Folletti. (TEL.02650/28913-28233) 

GALAXIDI (Grecia Centrale): il Lunedi delle Ceneri si svolge la grande battaglia della farina che coinvolge tutti i partecipanti ed i visitatori. (TEL.02650/41319) 

TEBE (Grecia Centrale). Lunedì delle Ceneri: la rappresentazione del “Matrimonio Paesano” (Vlachikon), ritenuto un’usanza dionisiaca dei pastori del Pindo, si tramanda sin dal 1830, dopo la liberazione delle località montane. I Vlàchi (pastori) della Macedonia, Epiro, Tessaglia e Roumeli abbandonarono quei tempi le loro terre sterili e vi tornarono più tardi trovando un terreno fertilissimo. L’usanza è stata mantenuta solamente a Tebe, patria di Dioniso. mentre la commissione organizzatrice vuole introdurre nuovamente alcuni elementi dionisiaci che sono stati tolti con il passare degli anni. I festeggiamenti iniziano il Giovedi Grasso per terminare durante il fine settimana. La spettacolare liturgia del Matrimonio ha luogo la mattina del Lunedi delle Ceneri, il corteo matrimoniale è pieno di colori e musiche festose suonate con strumenti musicali tradizionali (daùli, pìpiza). (TEL.02620/279008) 

LEVADIA (Grecia Centrale): L’ultima Domenica di Carnevale, il gruppo “Amici del Carnevale di Levadia” supportato dal Comune, organizza ogni anno il “Gaitanaki” (danza carnevalesca tradizionale). Questa tradizione è stata mantenuta sino a poco dopo la 2a Guerra Mondiale e viene ripresentata nuovamente da tre anni. I vari quartieri della città preparano il loro “gaitanaki” con i carri e le maschere che sfilano poi verso il centro cittadino incrociandosi con gli altri “gaitanakia”. Ogni anno sono organizzati alcuni “eventi” come la premiazione del gruppo migliore, la rappresentazione di una partita di calcio di donne anziane, la presentazione di scenette carnevalesche, canti (tipici della zona di contenuto scherzoso), mimi, orchestre musicali, ecc. (TEL.02610/28064) 

NEO MONASTIRI - DOMOKOS (Grecia Centrale): “Perigelia” (Canzonare, schernire) la sera dell’ultimo fine settimana di carnevale. I “Conoscitori dei fatti”, nascosti nel giardino della “Sora Georgena” gridano con forza ai quattro venti ciò che sanno sui “fatti sporchi” e gli errori commessi da ognuno durante tutto l’anno, battendo ritmicamente le mani o i campanelli. (TEL.02320/71266) 

ZAKYNTHOS (Isole Ioniche): il banditore tradizionale gira per tutta l’isola annunciando il programma del carnevale. Lungo l’intero periodo si tengono sfilate, balli, mascherate, rappresentazioni teatrali e le tradizionali “omelie” (discorsi), improvvisazioni comiche di persone mascherate. La processione del Carro Carnevalesco avviene l’ultima Domenica, accompagnato da altri carri provenienti dalle varie località dell’isola. Chiude i festeggiamenti il divertente “Funerale della Maschera”, parodia comica ove il Carnavalo prende il posto del defunto con tutto il seguito di parenti afflitti. (TEL.06950/22315) 

CORFU’ (Isole Ioniche): di mattina il Banditore, accompagnato dai suonatori di tromba e di tamburo, gira per tutta la città per annunciare l’arrivo del Sior Carnevale. Il grande corteo di carri, di compagnie filarmoniche e mascherate si dirige verso la Piazza Bassa per la solita festa. L’ultima Domenica di Carnevale la sfilata del Sior Carnevale portatosi al Sarocco di G.Theotokis ed alle Carde Lacue, terminerà il suo percorso nella Piazza Bassa ove verrà bruciato. (Ente Manifestazioni di Corfù Tel.06610/32685) 

METHONI (Peloponneso): raffigurazione del “Matrimonio di Koutroulis”. Celebrazione carnevalesca del matrimonio che continua dal XIV° secolo. La coppia di sposini è formata da due uomini, che assieme ai parenti si recano nella piazza ove si celebra il matrimonio alla presenza del sacerdote e del testimone (“koumbaros”). Viene letto l’accordo di dote e di seguito si comincia con le danze per terminare con un divertimento sfrenato. (TEL.07230/31255) 

MESSINI (Peloponneso): Ogni anno si celebrano le manifestazioni di carnevale che secondo la tradizione si tramandano dal periodo seguente la liberazione dall’occupazione turca. La DOMENICA DEL TYROFAGOS (“mangiatore di formaggio”) - (ultima Domenica di carnevale) grande movimento di maschere accompagnate da orchestre che suonano musica popolare e la partecipazione dell’Orchestra Filarmonica Comunale. In serata i caratteristici “fuochi”, unici in tutta la Grecia: vengono accesi nei vari quartieri ed intorno ad essi gli abitanti ed i visitatori mascherati bevono vino, fanno spuntini e ballano accompagnati dalla musica tradizionale ricorrendo alla famosa usanza del “formaggio e del taramàs”. Il LUNEDI DELLE CENERI (Katharà Deftèra) è caratterizzato dalla rappresentazione mattiniera dell”Impiccaggione” della vecchietta di Messini, la “vecchia Sykoù”, che secondo la tradizione, ma anche storicamente comprovato, fu impiccata per ordine di Ibrahim Pascià in quanto ebbe il coraggio di spiegargli il sogno fatto, che prevedeva la distruzione del suo esercito ad opera dei ribelli greci. La rappresentazione viene effettuata con la costruzione di un palco ove viene collocato il patibolo. Vicino al patibolo viene allestito lo scenario teatrale con la Compagnia Teatrale dell’Associazione Culturale, debitamente mascherata ed attrezzata che recita per intero il dramma della vecchia Sykoù. Alla fine, il visitatore che lo desidera, può provare ad essere “impiccato” dai pseudo-giustizieri del patibolo. Il pomeriggio iniziano i festeggiamenti con majorettes, sfilate, carri, maschere, danze e per finire la pronuncia di discorsi satirici. (TEL.07220/22601-22752) 

RETHYMNO (Creta): dal 1960 ad oggi il carnevale a Rethymno ricorda i vecchi tempi. I cantautori con le loro chitarre e mandolini, ci trasportano con le melodie e le canzoni ai bei tempi. Un tesoro nascosto in città attende le squadre per essere riportato alla luce. Le squadre mascherate passano dalla Grande Porta e ballano nelle strade del “Piccolo” e del “Grande” mercato, al ritmo della filarmonica. La sfilata e le manifestazioni carnevalesche iniziano dalla strada costiera S.Venizelou e terminano nella Piazza del Milite Ignoto, mentre le danze continuano per tutta la notte sino all’alba. (TEL.08310/50740-22245)

NOTA BENE: Le città menzionate sono soltanto alcune tra quelle che rappresentano in modo caratteristico il Carnevale

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